“Gli Aristocacchi”.. ooops “Gli Aristogatti”

 

Sto leggendo “gli Aristogatti” a Settimacucciola:

– Tanto tempo fa..

– Tempo tempo fa…

– in una casa a Parigi, viveva la duchessa Adelaide con…

sciiii ….

– si, appunto, viveva con quattro gatti,

sciiiii, Cochessa, Minù, Bissè, Matì

-si, Duchessa …

sciiiii, Cochessa…

– va bene, arriva Edgard che prepara la pappa per i gattini..

ahahahah, Legadd plepala la cacca pellì gattini!!!

– no, Edgard prepara la pappa per i gattini

noooo, guadda, è chinato … con il culetto su e fa la cacca pellì gattini!! ahahahah

– …. va bene… e quando i gattini si sono addormentati, Edgard li mette in un cesto…

e fa la cacca pellì gattini!!! hahahah

– … e alloooora Edgard li mette sulla moto e li porta via….

e li potta a fale la cacca!!!! ahahahah

– eh, ma se ogni frase mi interrompi con questa cacca!!!

Settimacucciola diventa seria

nonna tlanquilla,  Legadd non fa più la cacca.

– meno male! allora Edgard comincia a camminare nella notte e li vuole portare in un posto nascosto…

e Legadd non fa più la cacca, capito nonna?

– si, appunto, ma mentre viaggiavano con la moto…

Legadd non fa più la cacca…

Si, ha quasi tre anni e Freud dice che questo è il periodo giusto per scoprire la “bellezza” dei nostri prodotti e il luogo di produzione…

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ho fatto un sogno

 

Ho fatto un sogno.

Ero in casa. Un via vai di persone entravano anche dal balcone, sto al secondo piano, ma come se caminassero, dal giardino salivano al piano, (rima non voluta) andavo da una stanza all’altra guardando tutte queste persone con tranquillità, non parlando con nessuno di loro. Poi per la stranezza dei sogni ero in macchina con Maritozzomio verso la Trionfale in una piazzetta per me familiare ma che non esiste in realtà, con case popolari un pò diroccate, vecchiotte ma che sanno di tranquillità, di famiglie che vivono ancora con la chiave sulla porta, scendo dalla macchina ed entro in un portone, un lungo corridoio verso l’ignoto con una lampadina accesa penzolante dal soffitto. Arriva Maritozzo con due valigie e gli dico con rimprovero benevolo (non è da me, in realtà avrei strillato, lo avrei mangiato e rifatto)  : ” ma pensi che non sia stato meglio venire a vedere prima la casa che abbiamo comprato? Abbiamo già venduto l’altra!” e Maritozzo ” No, Tea,  non potevamo più stare lì, e ora va bene anche questa” e ho pensato che era giusto così.

Mi sono svegliata, ho pensato e  ripensato. Quello che mi piaceva del sogno era la tranquillità e la serenità che avevamo tutti e due, non ci stava nessun parente, nemmeno Miriam, la figlia che ancora abita con noi ( vorrei vedere: 20 anni!!)  e mi sono ricordata all’improvviso quello che era successo il pomeriggio precedente.

Dal nostro medico di base. Abbiamo  (ho) preso in considerazione l’idea di farci fare una prescrizione di visita geriatrica per tutti e due con test sulla memoria, in un centro qui al Gemelli, centro cui si può accedere dopo i 60 anni, proprio perchè incominciamo a dare segni di “troppa maturità” o per lo meno, cominciare a fare test che ci possano servire in seguito come parametro di confronto.

Il sogno non era altro che il significato di questo cambiamento di vita, tutti e due da soli in un’altra realtà. Potrebbe sembrare verso la tristezza, invece mi ha fatto un enorme piacere sapere che eravamo entrambi sereni e tranquilli.

E ho ripensato al giuramento fatto davanti a Dio:

“Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella vecchiaia e nella malattia” le parole non sono precise, ma il senso è questo.

In pratica la vecchiaia avanza e  lo spirito ” sembrerebbe”  pronto …

… me lo ricordate fra qualche anno?

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su facebook

Scoprire una nipote venezuelana che abita in Georgia, che conserva la foto della MIA prima comunione (1967) e la pubblica con tanto amore…

non ha prezzo

 

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Buon giorno e buon pranzo

Come migliaia di romani, abbiamo camminato verso piazza s. Pietro per ascoltare il primo Angelus, peccato, non ce l’abbiamo fatta ad arrivare in piazza, transenne dappertutto per convogliare il fiume di persone verso via della Conciliazione (due eventi cittadini: la maratona di 5 km per il centro di Roma e il primo Angelus).  A via del Mascherino ci siamo fermati perchè ormai erano già le 12 e 10 e mi sono ricordata  che nel mio Apple 4 ci sta la Rai, così abbiamo potuto ascoltarlo, prendere la benedizione e il “buon pranzo”.

Poco fa ho letto i vari Tweet sull’evento e uno in particolare mi ha colpito: ” da ateo che sono devo dire che il “buongiorno” sta avendo la meglio sul “vaffanculo” mattutino”

Credo fermamente (spero caldamente) che non si riferisse solamente a lezioni di bon-ton, anche se l’educazione ha sempre il suo fascino.

Ma questi “buon giorno” e “buon pranzo”  mi fanno sentire a casa, in famiglia.

Per non parlare della “misericordia” in questo tempo di Quaresima.

Grazie, Francesco

Buon pomeriggio a te e a tutti.

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elezioni

 

Pensavo alle elezioni politiche di febbraio: bagarre televisive, soldi spesi, risultato insoddisfacente per tutti (tranne per il nanerottolo che sorrideva a tutti soddisfatto perchè non doveva ridare l’IMU), l’Europa che ce le ha promesse e pensavo anche all’elezione del Papa: 2 giorni, 5 fumate e soprattutto la maggior parte dei credenti contenti da Roma a Buenos Aires.

Pensavo

ma se alle prossime elezioni li chiudiamo tutti a Montecitorio, a chiave, non apriamo anche se dovessimo vedere scorrere il sangue sotto la porta, e apriamo solo quando faranno una fumata bianca-rosso-verde? con buona pace dei nostri futuri rimorsi e sensi di colpa per non aver votato noi, non aver speso soldi per le elezioni, non essere stati invasi da trasmissioni trash  con le loro litigate, e per molte altre cose ancora???

Non suggerite per favore di buttare la chiave nel Tevere o aprire il gas… non è cristiano nè democratico!!

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e’ cambiato qualcosa?

Navigando navigando mi sono imbattuta su un sito http://www.dallamoreallamore.com tenuto da un avvocato di Milano, la gentilissima autrice non me ne voglia se copio un suo editoriale, l’ho trovato attualissimo e confortante: l’umanità è la stessa di cento anni fa, forse anche di mille anni fa, possono cambiare i costumi, le abitudini, il modo di vivere, ma intimamente l’uomo e la donna sono sempre uguali, ancor di più la coppia.

Il decalogo della bisnonna

Editoriali – Matrimonio

 

La mia bisnonna paterna si chiamava Emilia Bernardini Macor e, dalla fine dell’ottocento, prima sul “Corriere Meridionale” poi sulla “Provincia di Lecce”, testate dirette e fondate dal marito Nicola, curava rubriche di costume, moda e cultura.

 

Il titolo delle sue pagine incuriosisce ancora oggi: “Di piatto, di taglio, di punta”, “Punti, appunti e puntini”, “Farfalle erranti”. Ho avuto finalmente l’occasione di leggere i suoi pezzi quando ho ricevuto in regalo il libro della studiosa Annalisa Pellegrino, alla grande giornalista dedicato, edito da Mario Congedo.

 

Un articolo in particolare voglio condividere con i lettori, soprattutto per sottolineare quanto fosse significativa la scrittura femminile 107 anni fa (questo pezzo è del 22 gennaio 1905) e, soprattutto, quanto sorprendente.

 

Scritto da una madre di cinque figli, che fumava il toscano mentre si occupava della redazioni del giornale.

 

La mia bisnonna viveva nel meridione d’Italia, ancora oggi considerato dai più territorio di arretratezza culturale e sociale. E, invece, un giornale quotidiano, non certo allora indirizzato a un pubblico anche femminile, grazie agli uomini che lo dirigevano si rivolgeva alle donne per proporre alle nuove generazioni modelli culturali e comportamentali che uscissero dallo stereotipo della femmina meridionale schiava del marito, spettatrice più che attrice oltre i confini della casa familiare. Erano i tempi di Matilde Serao e Carolina Invernizio; non si poteva pretendere di agganciare il pubblico della buona borghesia con idee progressiste quali il divorzio o la parità dei sessi: tuttavia i consigli che Emilia Bernardini offre in questo decalogo – e che oggi, se seguiti, in parte, darebbero linfa a molti matrimoni disseccati in attesa di divorzio – trovano un’interessante mediazione tra l’apparire moglie docile e l’essere moglie forte. Basta meditare sul significato profondo e strategico, nonché sull’invito alla protezione della propria dignità. In particolare nel suggerimento n. 9

 

Il Decalogo della buona moglie.

 

1) Guardati dalla prima contesa con tuo marito, ma se ciò avviene, troncala subito, è meglio che se ne uscissi vittoriosa; 2) Non dimenticare che sei maritata ad un uomo e non ad un santo, acciocché non ti sorprendano le sue imperfezioni; 3) Non tormentarlo ogni momento per denaro, ma cerca di sopperire a tutto con la somma che egli ti assegna; 4) Se tuo marito non possedesse un cuore, egli è fuor dubbio, fornito di uno stomaco, perciò tu farai bene a preparargli cibi buoni e sani, per acquistarti il di lui favore; 5) Di quando in quando, non sempre, lascia a lui l’ultima parola, ciò lo metterà di buon umore e a te non nocerà punto; 6) Leggi, oltre agli annunci di nascita, di matrimonio, di morte, anche gli articoli dei giornali. Sii informata di ciò che succede nel mondo, così fornirai a tuo marito occasioni di poter parlare in casa degli avvenimenti senza che egli vada ad informarsene; 7) Anche in contesa, sìì sempre gentile con lui. Ricordati che tu lo vedevi di buon occhio quando era tuo fidanzato: ora non lo guardare con occhio torvo; 8) Lascia talvolta che egli sostenga di saperne di più di te; egli avrà coscienza della propria dignità e sarà bene che tu ceda qualche volta per dimostrare che non sei infallibile; 9) Sii verso tuo marito un’amica, perché egli sia un uomo prudente; se non lo è, cerca allora di elevarlo a tuo amico, innalzati, ma non abbassarti a lui; 10) Stima i parenti di tuo marito, se non riesci ad amarli, e soprattutto sua madre; egli l’amò molto tempo prima di te”.

 

Credo che se le mogli, nel tempo, avessero seguito questi insegnamenti, oggi probabilmente io sarei senza lavoro. Negli anni 70 non ci sarebbero state le battaglie per il divorzio. Le donne sarebbero certo più onorate.

 

Sempre che i mariti, nel frattempo, avessero perso l’inestinguibile vizio di tradire. Perché “farfalle erranti” sono più gli uomini, che le donne (per ora).

 

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anche i pesci hanno un cuore

A Quintacucciola è arrivato in regalo una boccia di vetro con due pesci rossi e Primafiglia li ha messi in cucina vicino al tavolo

A cena Secondacucciola prende il piatto e si gira dalla parte opposta:

– a mà, ma a me pare tanto brutto mangià il pesce davanti a loro…

 

 

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